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Cos'è la schizofrenia? Con il tremine schizofrenia ci si riferisce a una malattia psichica caratterizzata da grave alterazione del comportamento della persona e disturbi della percezione (allucinazioni) e del pensiero (deliri). Le allucinazioni possono riguardare tutti gli organi di senso (udito, vista, olfatto, gusto e tatto) per cui il paziente sente voci, piuttosto che vede oggetti e persone inesistenti, sente odori che non sono presenti nell'ambiente e ha la sensazione di toccare cose che in realtà non esistono. Le allucinazioni uditive sono di gran lunga quelle più comuni e caratteristiche della schizofrenia. I deliri consistono in un'alterazione del pensiero tale per cui il paziente si costruisce una convinzione personale falsa, basata su deduzioni non corrette della realtà esterna. Tali convinzioni, anche se non ritrovano conferma nell'opinione unanimemente condivisa, sono fermamente sostenute dal paziente schizofrenico anche di fronte a prove inconfutabili in merito e evidenza del contrario. I deliri, che si dividono in base al contenuto (persecutori, di gelosia, bizzarri, di controllo..) connotano un'alterazione del rapporto del paziente con la realtà . A che età esordisce la schizofrenia? La malattia esordisce in media nella fascia d'età compresa tra i 20 e i 30 anni. Quali sono le fasi della schizofrenia? Fase prodromica Fase acuta Fase residua Quali sono le cause? Le basi biologiche della schizofrenia rimangono oscure. Tuttavia, in una zona specifica del cervello (la via mesolimbica) i neuroni utilizzano un mediatore chimico che si chiama dopamina per scambiarsi le informazioni. Nei pazienti schizofrenici in quest'area del cervello deputata al controllo delle emozioni e del pensiero, si assiste a un aumento dei livelli di dopamina rispetto ai valori fisiologici. Questo eccesso di neurotrasmettitore causerebbe i sintomi positivi. Qual è il trattamento a disposizione dei pazienti schizofrenici? Attualmente la schizofrenia è trattata con i farmaci antipsicotici che agiscono secondo diversi meccanismi sui sintomi positivi, su quelli negativi o su entrambi. Oltre al trattamento farmacologico, importante specie nelle fasi meno critiche della malattia, è importante anche l'intervento psicoterapeutico (soprattutto la terapia cognitivo-comportamentale). Inoltre è importante dare al paziente un supporto per recuperare il suo ruolo sociale (lavoro, vita affettiva, relazioni interpersonali). Senza essi è più probabile che la patologia diventi cronica e che diminuisca la qualità di vita del paziente. Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2007 |