Psiche e Film

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Ragazze interrotte

Regia: James Mangold
Cast: Winona Rider, Angelina Jolie
USA, 1999

Susanna (Winona Ryder) è una ragazza chiusa, sensibile ed introversa e questo la pone in conflitto anche con se stessa al punto da tentare il suicidio senza riuscire neanche ad averne coscienza.
Al seguito del tentato suicidio verrà ricoverata presso una casa di cura dopo una frettolosa diagnosi di 'disturbo bordeline'.
Qui, Susanna si ribella contro la Capo infermiera e la psichiatra e sceglie di essere amica delle altre pazienti, un gruppo di giovani donne tormentate, tra cui si distingue la seducente e carismatica Lisa. (Angelina Jolie)
L'amicizia con le altre pazienti e soprattutto con Lisa le faranno da specchio e Susanna imparerà che se vuole guadagnare la sua liberta, deve affrontare faccia a faccia la persona che la terrorizza di più: se stessa.

Il film è basato sulla vera storia di Susanna Kaysen, ragazza inquieta, insicura e ansiosa, che ritrova se stessa in una clinica per malattie mentali.

 

A beautiful mind

Regia: Ron Howard
Cast: Russell Crowe, Jennifer Connelly , Ed Harris
USA, 2001

Diretto da Ron Howard, Russel Crowe interpreta la difficile vita di John Forbes Nash Jr., un genio della matematica, premio Nobel nel 1994.
A partire dal 1947 John Nash segue il corso di specializzazione post laurea in matematica all'Università di Princeton. A soli 22 anni, dopo aver contraddetto con successo la teoria di Adam Smith, padre dell'economia moderna, a John viene offerto il posto ambitissimo di ricercatore e professore all'università. Ma gli impegni universitari e il progetto top secret di decodifica di alcuni codici segreti sovietici affidatogli dal Pentagono, conducono rapidamente il giovane matematico alla schizofrenia.
La lotta impari di Nash contro la sua malattia e lo scontro tra ragione e follia che non avrà mai realmente fine, sono trattati con grande bravura dal premio oscar alla regia Ron Howard.

 

Iris. Un amore vero

Regia: Richard Eyre
Cast: Kate Winslet, Hugh Bonneville, Judi Dench
Gran Bretagna, USA 2001

Iris Murdoch è stata considerata come una delle scrittrici più brillanti d'Inghilterra. Filosofa e romanziera, scrisse 25 gialli psicologici, pubblicando nel 1996 il suo ultimo libro. Nel 1997 infatti, le fu diagnosticata la malattia di Alzheimer che nel giro di soli due anni le tolse prima la capacità di scrivere e poi la vita.
Nel film, diretto magistralmente dal direttore artistico del Royal National Theatre, Richard Eyre, si intrecciano le vicende della scrittrice nell'età giovanile, fino agli ultimi anni in cui la protagonista perde rapidamente la coscienza di sé. Da donna vitale e brillante qual era si trova a dipendere completamente dal marito John Bayley che le resta incondizionatamente devoto fino alla fine.
Il film mostra chiaramente il dramma della malattia di Alzheimer che senza tregua toglie a Iris la capacità di parlare e di scrivere, ovvero distrugge il suo talento. Tuttavia, la pellicola mette anche in mostra una storia d'amore fra due persone che invecchiano insieme, e scoprono, oltre la tragedia di una malattia spietata, nuove dimensioni del loro legame.

 

Shine

Regia: Scott Hicks
Cast: Geoffrey Rush, Noah Taylor, Armin Mueller-Stahl
Australia, 1996

Shine è la triste storia della promettente carriera artistica dell'australiano David Helfgott, pianista prodigio, influenzato dal padre musicista fallito, che ne fa fin da piccolo un frustrato patologico nonostante il grande talento. E' il padre infatti a vietargli in nome della famiglia di usufruire di una borsa di studio per suonare in una importante orchestra americana.
Alla seconda opportunità tuttavia, David spezza il legame con il padre, e scappa a Londra al Royal Collage of Music, ma questo gli costa carissimo: sprofonda, infatti, in una vera schizofrenia. Per questo motivo fa ritorno in Australia, dove incontra Gillian che lo porta a vivere un'appassionante storia d'amore. Il matrimonio con la donna riesce a ridargli un po' di stabilità necessaria per esibirsi nuovamente in pubblico, ottenendo grandi trionfi.
Geoffrey Rush ha vinto il premio oscar come miglior protagonista.

 

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Regia: Milos Forman
Cast: Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Michael Berryman, Peter Brocco, Dean R. Brooks, Danny DeVito.
USA, 1975

Un piccolo malvivente, Randle McMurphy (Jack Nicholson), dopo l'ennesima condanna, finge di essere pazzo per sfuggire al carcere e sceglie di "volare sul nido del cuculo", un modo di dire americano che significa andare in manicomio. Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa ben presto il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si improvvisa telecronista, organizza una piccola "gita" in barca. L'ospedale è diretto da una ferrea capoinfermiera, la signorina Ratched McMurphy (Louise Fletcher). McMurphy assume nei confronti della donna un atteggiamento di beffarda condiscendenza e non perde occasione per punzecchiarla. Un giovane paziente, scoperto con una ragazza e punito dalla Ratched, subito dopo si suicida. Furibondo per la morte del ragazzo, Randle si ribella di fronte a tanta crudele insensibilità, aggredisce la capo infermiera e tenta di strozzarla; scoppia un parapiglia tra i pazienti ma i pugni degli infermieri ristabiliscono l'ordine e tutto torna come prima. Per punizione Randle viene sottoposto a lobotomia. Il gigantesco indiano finto-muto, col quale aveva fatto amicizia, non tollerando lo spettacolo del povero McMurphy che, ridotto allo stato vegetativo, si trascina nel reparto come un robot, pietosamente lo soffoca con un cuscino. Poi, nottetempo, sfonda una vetrata ed evade.

Tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, il film vinse cinque premi Oscar: miglior film, miglior regia (Milos Forman), Migliore Sceneggiatura, Miglior Attore Protagonista (Jack Nicholson), Migliore Attrice Protagonista (Louise Fletcher).

 

Fight Club

Regia: David Fincher
Cast: Edward Norton, Brad Pitt, Helena Bonham, Meat Loaf
USA, 1999

Edward Norton interpreta un giovane yuppie, che soffre di una terribile insonni che lo attanaglia da mesi.
Si reca da un dottore per avere una cura dalla sua 'terribile sofferenza', il medico ribatte che se vuole vedere la vera sofferenza deve recarsi ad una riunione dei gruppi di sostegno per pazienti affetti da gravi malattie.
Essere l'unico sano tra i malati lo fa 'rinascere', almeno fino a quando non incontra Marla (interpretata da Helena Bonham) che, come lui, si finge malata per frequentare le terapie di gruppo. Un giorno il protagonista incontra Tyler Durden (Brad Pitt) che la inizia al fight club, una specie di boxe clandestina. Poi il fight club si evolve, dando vita al progetto Mayhem, cioè una serie di azioni eco-terroriste contro tutto ciò che rappresenta il 'dominio' dei beni materiali. Alla fine il protagonista denuncia alla polizia l'intenzione di Durden di fare esplodere i più importanti istituti di credito della città. Poi si rende conto che Durden non è altro che il suo alter ego e, per fermarlo, si spara. Si salva miracolosamente per vedere crollare gli edifici in cui sono state piazzate le cariche esplosive.

 

Prendimi l'anima

Regia: Roberto Faenza
Cast: Iain Glen, Emilia Fox, Craig Ferguson
Italia, 2003

Agli inizi del '900 una giovane ebrea russa, Sabina Spielrein, viene ricoverata presso l'ospedale psichiatrico di Zurigo e affidata a Carl Gustav Jung che, per la prima volta, applica il metodo freudiano a una paziente isterica.
Sabina guarisce e, dopo la guarigione, si fa accettare come allieva da Freud, divenendo psichiatra. Sabina dopo la laurea e dopo il matrimonio, torna in Russia dove vive durante il periodo stalinista, che nel 1936 aveva bandito la psicoanalisi, e dove lavora in un asilo infantile all'avanguardia, il cosiddetto "Asilo bianco", fino a quando i nazisti la uccidono nel 1942 durante la seconda occupazione di Rostov sul Don, sua città natale, dove si era rifugiata con la figlia Renate.

Il film è basato sul carteggio segreto tra i tre, trovato casualmente nel 1977, a Ginevra, negli scantinati del Palais Wilson - sede dell'Istituto di Psicologia svizzero - il film narra tutta la vita di Sabina, non solo il rapporto con Jung, che fu rivelato da una lettera anonima inviata alla madre di lei, fu da lui negato e vide Freud schierato con Jung contro di lei, che pure aveva accettato come allieva. Attraverso la testimonianza dei ricercatori che hanno consentito al regista - con una ricerca ventennale - di scoprirla, viene raccontata anche la vita di Sabina in Russia.

 

La Casa dei matti

Regia: Andrej Konchalovsky
Cast: Julia Vysotsky, Eugenj Mironov, Sultan Islamov
Russia 2002

Nel 1996, durante la prima guerra in Cecenia, un fatiscente ospedale psichiatrico si ritrova prossimo alla frontiera bellica. Janna (Julia Vysotsky)e gli altri pazienti vivono ignari degli eventi esterni, ma sono sconcertati quando il treno che ogni sera li divertiva tanto non passa più. Una mattina lo staff medico scompare nel nulla. Si scatena il finimondo: qualcuno decide di fuggire, ma l'eco dei vicini bombardamenti li fa tornare di corsa a quella che considerano come la loro casa. Janna si rifugia in un mondo onirico, armata della sua fisarmonica e della passione per il suo idolo pop, Bryan Adams. Quando un gruppo di soldati si installa nell'ospedale, Janna si innamora di uno di loro: ma ha paura di sposarlo perché convinta che cedendo alle lusinghe del nuovo amore spezzerebbe il cuore di Bryan Adams. Quando le truppe russe portano la guerra fin dentro l'istituto, tutto ciò che Janna può fare è suonare la fisarmonica e pregare che la pace ritorni.

 

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