Istruzione e demenza: quale la relazione?
Le persone con un livello di scolarità più alto potrebbero beneficiare di una riserva cognitiva più rilevante che potrebbe a sua volta ritardare l’insorgenza delle manifestazioni cliniche della demenza. La relazione tra demenza e basso livello di istruzione, diversamente da quanto in precedenza ipotizzato, non è invece associabile alle differenze nello stile di vita dei soggetti con un livello culturale più basso rispetto a quelli con maggiore scolarità . In passato infatti si riteneva che i soggetti con livello di scolarità più basso avessero uno stile di vita meno sano e un maggior rischio di patologie cardiovascolari. Stili di vita non salutari potrebbero contribuire quindi in modo indipendente alla riduzione della riserva cognitiva o influire direttamente sui processi patologici sottesi.
|
Ad affermarlo sono i risultati di uno studio ancillare dello studio CAIDE (Cardiovascular Risk Factors, Aging and Dementia, iniziato negli anni settanta): 1449 soggetti di età compresa tra 65 e 79 anni sono stati sottoposti ad una rianalisi nel 1998, dopo un follow-up medio di 21 anni (72% dei partecipanti). Rispetto ai soggetti con una scolarità massima di 5 anni, quelli che avevano seguito gli studi per 6-8 anni avevano un rischio (OR) di demenza di 0.57 (intervallo di confidenza 95%, 0.29-1.13) e quelli che avevano seguito gli studi per almeno 9 anni un rischio di 0.16 (intervallo di confidenza 95%, 0.06-0.41). I rischi corrispondenti per il morbo di Alzheimer erano di 0.49 (0.24-1.00) e di 0.15 (0.05-0.40). Le associazioni sono rimaste invariate dopo correzione per diversi fattori come caratteristiche demografiche, socioeconomiche, fattori vascolari e stile di vita. I risultati sono stati identici negli uomini e nelle donne. L’APOE-4 non ha dimostrato di influenzare i risultati, ma il rischio di demenza e di morbo di Alzheimer è risultato molto basso nei soggetti che non avevano l’allele epsilon4 e che avevano un’elevata scolarità .
Il concetto di riserva cognitiva, è divenuto nel tempo una vera e propria ipotesi secondo cui si ipotizza che una innata intelligenza o esperienze di vita come un'educazione scolastica o lo svolgimento di attività di una certa complessità potrebbero fornire ad alcune persone una "riserva" , un set di abilità personali che consentirebbero di sopportare e rispondere meglio alla progressione della malattia dementigena.
(A cura della Dott. ssa Anna Pugliese - Ottobre 2007)
Fonte:
Education and dementia. What lies behind the association? Ngandu et al., 2007. Neurology 2007; 69: 1442-1450.
|