Scoperto il legame tra malattia di Parkinson e narcolessia

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Le due patologie presentano una caratteristica comune: una grave perdita dello stesso piccolo gruppo di neuroni contenenti il peptide ipocretina. Da questa scoperta la possibilità di un approccio terapeutico complementare per la malattia di Parkinson.

A sostenerlo è il team di ricercatori coordinato dal dott. Siegel, professore di psichiatria e scienze comportamentali dell'UCLA, che nel loro articolo pubblicato in giugno sulla rivista Brain affermano che i pazienti affetti da malattia di Parkinson presentano una perdita superiore al 60% di cellule cerebrali contenenti il peptide ipocretina.
La malattia di Parkinson è una patologia nota per la progressione dei disordini motori; meno noto è che condivide alcuni sintomi con la narcolessia, una patologia caratterizzata da improvvisi ed incontrollabili episodi di sonno profondo, insonnia notturna, perdita improvvisa del tono muscolare senza perdita di coscienza, stanchezza cronica e disturbi del sonno REM.
Nel 2000, lo stesso gruppo di ricercatori dell'UCLA aveva per primo identificato la causa della narcolessia in una perdita di Ipocretina, molecola importante nella regolazione del ciclo del sonno.
In questo nuovo studio, il team del dott. Siegel ha esaminato 16 cervelli umani (esame autoptico): 5 di individui sani ed 11 di soggetti affetti da malattia di Parkinson in vari stadi, verificando una perdita via via più importante di cellule Hcrt (cellule contenenti ipocretina) in relazione alla gravità della patologia.
"Infatti -suggerisce il dott. Siegel- la malattia di Parkinson è spesso preceduta ed accompagnata da attacchi di sonno diurno, insonnia notturna, disordini del sonno REM, allucinazioni e depressione, sintomi spesso più invalidanti dei disordini motori.
Aver scoperto il legame tra le due patologie ci porta a sostenere che sia proprio la perdita di cellule Hcrt la causa dei sintomi  narcolettico-simili nella malattia di Parkinson e che questi potrebbero migliorare mediante un trattamento farmacologico mirato a ristabilire il deficit di Hcrt."
Questo studio suggerisce che, in futuro, il trattamento dei pazienti affetti da malattia di Parkinson con ipocretina e suoi analoghi potrebbe portare alla riduzione e persino alla scomparsa dei disturbi del sonno ad essa associati.
Dalla ricerca, quindi, una nuova speranza per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da questa malattia.

(A cura della Dott.ssa Annalisa Macrì. Luglio 2007)

Fonte:
University of California, Los Angeles (UCLA), Health Sciences
924 Westwood Blvd., Ste. 350 -Los Angeles, CA 90095
United States
http://www.ucla.edu

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